sabato 17 ottobre 2009

Come affrontare le esperienze

Affrontiamo le esperienze della vita in tre modi diversi:

1) Cerchiamo di fuggire dalla situazione,

2) Cerchiamo di cambiare le circostanze credendo che quel cambiamento possa risolvere tutti i nostri problemi;

3) Ci lamentiamo delle circostanze ed in qualche modo procediamo.

Non possiamo evitare i problemi fuggendo da loro; in effetti, questi problemi possono anche raddoppiare. Amma ricorda una storia. C’era un uomo che aveva ricevuto la notizia che suo zio stava per andare a fargli visita. Decise di andarsene da casa perché suo zio, che era un soldato, amava raccontare ininterrottamente per ore storie di guerra. Non volendo sprecare tutto quel tempo, il nipote si allontanò imboccando un sentiero dietro casa, ma mentre camminava lungo il viottolo, improvvisamente vide lo zio sullo stesso sentiero, in direzione opposta! Non appena gli occhi caddero sul nipote, lo zio si fermò ed iniziò a parlare. La conversazione si protrasse a lungo, proprio lì sul sentiero. Dopo un po’ il nipote aveva molto caldo e molta sete ed i piedi gli dolevano, ma in quel luogo non c’era acqua disponibile, nessun albero ombroso e nessuna panchina ove sedersi. Si rese conto che, se fosse rimasto a casa, sarebbe stato ora all’ombra, comodamente seduto con suo zio e con tanta acqua da bere a disposizione. Questa storia ci mostra che, se cerchiamo di fuggire dalle situazione, le stesse possono causarci il doppio dei problemi.

Il secondo modo consiste nel cercare di cambiare l’ambiente circostante. In una certa casa non c’era alcuna pace. I membri della famiglia pensarono che ci fosse qualcosa di sbagliato nella casa: “Forse dovremmo abbatterla e ricostruirla. O dovremmo acquistarne un’altra? O forse abbiamo bisogno di comperare una nuova televisione ed altri oggetti e decorare la casa. Potremmo installare un condizionatore d’aria”.

Niente di tutto questo risolverà i problemi. Ci sono persone che non riescono a dormire anche nel lusso di una camera con aria condizionata e devono prendere dei sonniferi. Il motivo è che i problemi sono nella loro mente. La spiritualità è l’arte di “condizionare” la mente. I problemi della vita non scompaiono apportando solo qualche cambiamento nel nostro ambiente circostante. Ciò non significa che non dobbiamo intervenire sulle condizioni ambientali esterne. Amma sta dicendo che bisogna cambiare anche la nostra struttura mentale. Questo è ciò che ci insegna la spiritualità. Mutare l’ambiente esterno non mette fine alle difficoltà.

Una coppia era solita litigare continuamente. Infine non poterono più vivere insieme e divorziarono. Dopo qualche tempo entrambi si risposarono, ma presto ciascuno di loro scoprì che aveva semplicemente sposato il coniuge precedente in forma diversa! Le persone erano nuove, ma la loro mente era rimasta la stessa. Fino a quando non trasformeremo la nostra mente, non ci libereremo dai problemi mutando le condizioni esterne.

Il terzo modo di trattare le situazioni difficili nella vita è lamentarsi delle circostanze ed andare avanti. Una persona che ha male allo stomaco si lamenta in casa con tutti: “Mamma! Papà! Mi fa male lo stomaco! Fratello, sorella, non riesco a sopportare questo dolore!” Alla fine tutti quelli che si troveranno vicino a quella persona avranno anche loro male allo stomaco. Continuando a lagnarci dei nostri problemi finiamo col distruggere anche la pace degli altri.

Ma c’è pure un quarto modo. Si possono superare le situazioni difficili modificando la nostra condizione mentale. Questa è l’unica via per trovare veramente la gioia. Non è possibile trasformare completamente l’ambiente esterno perché si adatti ai nostri bisogni, abbiamo quindi bisogno di modificare lo stato della nostra mente per adeguarci all’ambiente. Solo la spiritualità ci può aiutare a farlo.

E’ qui che i testi spirituali acquistano rilevanza. Cosa mostrò il Signore Krishna ad Arjuna? Krishna non intervenne sulle circostanze esterne, ma trasformò lo stato mentale di Arjuna. Se avesse voluto, avrebbe potuto creare un tornado o un diluvio, distruggendo il malvagio Duryodana ed i suoi seguaci, usare qualsiasi modo metodo per annientarli, assicurare qualsiasi cosa ai Pandava. Krishna aveva il potere di farlo. Invece non agì sulle circostanze esterne, cambiò piuttosto l’atteggiamento di Arjuna verso il mondo, gli insegnò a capire la natura dell’esistenza e come affrontare ogni cosa nella vita. Abbiamo bisogno di espandere la mente in modo tale da poter pregare per la pace e l’armonia del mondo intero.

Ricordate l’episodio del Ramayana in cui il Signore Rama entrò nella sala dove Sita stava per scegliere il marito. Non appena la mente di Mithila vide Rama, incominciò a pregare: “Com’è bello e forte, ed è benedetto con tutte le sue qualità! O Dio, ti prego, dagli la forza di tendere quell’arco!” Mentre Rama entrava nella sala, tutti i re, là riuniti con la speranza di vincere la mano di Sita, incominciarono mentalmente a maledire Rama: “Perché è venuto qui adesso? A causa sua perderò la mia occasione? Se solo se ne andasse!” E quando Sita vide Rama, implorò: “O Dio, perché hai fatto un arco così pesante? Potresti alleggerirlo un po’?” La sua era una preghiera per cambiare le circostanze.

Ma la supplica degli abitanti di Mithila era la più giusta poiché essi avevano l’atteggiamento corretto. Non chiedevano che le circostanze mutassero, ma si raccomandavano dicendo: “Dai a Rama la forza per tendere quell’arco!” In modo simile, in ogni situazione, dobbiamo pregare solo di avere il coraggio di affrontarla. La nostra preghiera, infatti, non deve essere infantile.

Un ragazzo andò in un tempio a pregare: “O Dio fa che la Cina sia la capitale dell’America!” Una persona vicina lo udì e gli chiese: “Perché domandi questo, ragazzo?”. E lui rispose: “Ho scritto nel mio esame che la capitale dell’America è la Cina, ma ho sbagliato. Così prego Dio di fare diventare giusta la mia risposta!”.

Questo è infantile. Non dobbiamo coltivare un atteggiamento puerile, ma sviluppare piuttosto l’innocenza ed il cuore di un bambino. La puerilità è mancanza di discriminazione ed è segno di immaturità. Immaginate di prendere lezioni di nuoto: se il vostro istruttore stesse sempre vicino a voi, non imparaste mai a nuotare da soli.

Abbiamo bisogno di trovare la forza in noi stessi per sopravvivere in qualsiasi circostanza ci si trovi nella vita, e l’unico modo per riuscirci è cambiare la nostra condizione mentale. Non sprecate la vostra esistenza lamentandovi delle incapacità a cambiarle. Ci sono persone che viaggiano in auto da sogno, ma a che serve possedere una simile auto se la nostra mente non trova pace?

Non basta agire sulle condizioni esterne, ci sono persone che si suicidano nelle loro camere climatizzate. Se invece cambiamo il nostro modo di pensare, possiamo affrontare ogni evento con un sorriso.

Piuttosto che fare affidamento sul sostegno degli altri, dobbiamo sviluppare la fede in noi stessi: solo allora troveremo conforto e soddisfazione. Cominciamo quindi a cambiare il nostro attuale atteggiamento mentale. Che questa sia la nostra preghiera!

Parole di Amma.

Namasté,
Mistico

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