sabato 24 gennaio 2009

La ripetizione del nome di Dio o namasmarana

Con il post di oggi vorrei continuare il discorso sulla pratica della presenza di Dio come ne avevamo già discusso precedentemente. Vorrei nello specifico parlarvi, grazie alle parole di Swamiji, del namasmarana o ripetizione del nome di Dio.

Avevamo già detto come sia di grande importanza non ridurre la spiritualità solo al tempo che dedichiamo alla preghiera devota o alla meditazione, in quanto tutta la giornata, comprese le ore di lavoro e di studio, devono essere dedicata al Signore con la mente ed il cuore sempre rivolti a Lui.

Sai Baba esorta tutti quanti dicendo:
“Entrate da subito nella disciplina del Namasmarana, il ricordo incessante del Nome del Signore. Il Namasmarana non ha bisogno di alcun momento speciale; per praticarlo non dovete trovare del tempo libero supplementare perché esso nello stato di veglia può essere eseguito sempre, sia che stiate mangiando o facendo il bagno, camminando o stando seduti. Tutte le ore che ora sprecate in pettegolezzi, a guardare partite sportive o film e in inutili conversazioni può essere usato in modo migliore, nella silente contemplazione del Nome, della Forma e dello Splendore del Signore.”

“Il ricordo del Nome del Signore da solo è sufficiente a salvarvi tutti. Potete nutrire qualche dubbio sul fatto che delle paroline come Rama o Krishna possano farvi attraversare il mare sconfinato della vita mondana. La gente attraversa vasti oceani su una piccola zattera o è capace di camminare per le selve oscure con una minuscola lampada in mano. Il Nome, che è piccolo, ha enormi potenzialità. La zattera non ha bisogno di essere grande come il mare. Recitare il Nome di Dio è come trapanare il terreno per far uscire l'acqua, è come dare un colpo di scalpello al marmo per farne emergere l'immagine di Dio imprigionata lì dentro. Rompete la scatola ed il Signore si manifesterà.”

“Per ripetere il Nome di Dio non c'è da spendere niente, non sono necessari strumenti di alcun genere, non c'è bisogno di un posto speciale né si deve avere tempo a disposizione. Inoltre non c'è bisogno di cultura, non si dev'essere di una casta particolare e non ci sono privilegi di appartenenza all'uno o all'altro sesso.”

“La recita costante del Nome di Dio è il miglior mezzo per purificare e correggere la mente. La recita costante di uno qualsiasi dei Nomi di Dio, scelto fra i milioni di Nomi con cui Egli viene identificato dall'immaginazione o dall'intelligenza umana, è il miglior mezzo per correggere e purificare la mente dell'uomo: infatti, l'unico sostegno che egli ha in questa terrificante oscurità è il Nome di Dio. Esso è la zattera che conduce l'uomo attraverso questo mare tempestoso, oscurato dall'odio e dalla paura, agitato dall'ansietà e dal terrore.”

“Evocate il Divino in voi ripetendo il Suo Nome. Per evocare il Divino in voi non esiste metodo migliore della ripetizione del Nome di Dio (Namasmarana). Sincronizzate la vostra mente su Dio tramite il Namasmarana (la continua ripetizione del Suo Nome). La vostra mente è stabile quando siete impegnati in altre attività ma quando è focalizzata su Dio comincia a tentennare; non le piace fermare le proprie divagazioni, ma è proprio ciò che dovrebbe fare. Una volta che Dio entra nel vostro cuore, sincronizzatevi su di Lui mediante il Namasmarana. Questo è il Messaggio che sono venuto ad annunciare.”

“Il Namasmarana è il metodo più efficace per coltivare l'Amore (Prema). Il metodo più efficace per coltivare l'Amore (Prema) è la pratica del Namasmarana. Ancora meglio: trascorrete il vostro tempo a fare il Pranavopasana (la ripetizione della OM), che è l'origine, la fonte, il sostegno e la forza della Creazione.”

“Il Namasmarana può sciogliere le conseguenze delle azioni passate. Le conseguenze della cattive azioni passate (prarabhda) si sciolgono come neve al sole quando si ripete il Nome di Dio.”

“Il Nome del Signore da solo vi dà tutti i risultati di tutte le pratiche spirituali.”

“Con la pratica del Namasmarana l'umiltà aumenta e arrendersi a Dio diventa più facile. Regina fra tutte le discipline è il Namasmarana, perché quando si dimora nel Nome del Signore la Sua Maestà, la Sua Grazia, la Sua Potenza e la sua Onnipervasività si fissano sul conscio mentre le proprie capacità e qualità si eclissano nel Divino. Ne consegue che l'umiltà aumenta e arrendersi a Dio diventa abbastanza facile.”

“Il Nome è la via più facile per attraversare il Samsara. Che cosa fa per noi il Namasmarana? È la via più facile per attraversare l'Oceano del Samsara (l'illusione dei legami e degli attaccamenti). Il Nome rimuove il velo di Maya (l'Illusione Cosmica) che al momento vi nasconde l'Universale (Shakti) dietro l'individuale (Vyakti). Quando questo velo cade, l'uomo scopre il Divino in Se Stesso e tratta l'Universo come Se Stesso. L'uomo ha potere e potenziale infiniti perché è un'onda, è un tutt'uno con l'Oceano dell'Infinito, è SAT-CIT-ANANDA (Essenza, Coscienza, Beatitudine).”

"Le nove forme di devozione citate nelle scritture possono non rivelare direttamente Dio ma mostrano effettivamente le strade per raggiungerLo. La più semplice è la ripetizione del Nome di Dio. Qualunque forma di adorazione, austerità o meditazione uno possa adottare, il fondamento è il Nome di Dio. Cantare il Nome del Signore è essenziale per attraversare l'oceano turbolento della vita."

“Praticate da subito il Namasmarana. Come primo passo per l'acquisizione di Viveka (Saggezza) e Vaairaagya (distacco) entrate da subito nella pratica del Namasmarana, il ricordo continuo del Nome del Signore. Se praticherete il Namasmarana, Praarabhda (il risultato delle cattive azioni passate) si scioglierà come neve al sole.”

“Per ogni epoca una diversa disciplina spirituale è stata prescritta dalla Scritture: per il Kritha Yuga, o prima epoca, era la meditazione (Dhyaana); per il Threta Yuga, la Conoscenza (Yajna); per il Dvapara Yuga era l'adorazione tramite i riti (Archana) e per l'attuale Kali Yuga è la ripetizione del Nome di Dio (Namasmarana).Nel Kali yuga (l'era attuale) per ottenere la liberazione basta il Namasmarana.”

“L'era attuale viene descritta negli Shastra (le Sacre Scritture) come conduttrice alla Liberazione. Nelle ere passate il mezzo prescritto per ottenerla consisteva in penitenze rigorose mentre nell'era di Kali (Kaliyuga), in cui vi trovate, per conquistare la Liberazione si richiede solo che ricordiate il Nome di Dio (Namasmarana).”

"Delle varie forme di devozione (Bhakti), la recitazione del Nome di Dio (Namasmarana) è la migliore. Se l'aspirante considera il Nome del Signore come il vero e proprio respiro della sua vita e, avendo fede totale nelle buone azioni e nei pensieri buoni, accresce in sé lo spirito di servizio e l'amore equanime verso tutti, non potrebbe percorrere via migliore per la Liberazione (Mukti)."

“Nel momento del pericolo si deve invocare Dio. La madre deve insegnare ai figli il valore del Namasmarana e della pulizia mentale e fisica. Ella dev'essere come la madre della storia raccontata da Vivekananda, che disse al figlioletto di invocare Krishna ogniqualvolta si fosse recato a scuola tutto solo ed indifeso passando per il bosco.”

E' chiaro che per ogni cultura religiosa il nome (o il mantra o preghiera) che si può scegliere può cambiare. Per un induista si può ripetere ad esempio il mantra "Om namah Shivaya", oppure "Om Kali", oppure "Ram", oppure "Hare Krishna" ecc... Per un cristiano si può ripetere l'ave Maria come si fa con il rosario, oppure si può ripetere un breve tratto di una preghiera e così via. Io ad esempio amo il mantra dedicato a Shiva "Om namah Shivaya" o quello dedicato alla Madre Divina "Om Kali", ma altre volte posso ripetere "Om Guru" oppure "Jai Guru" che sono due mantra dedicati al proprio Maestro spirituale, il Guru, colui che disperde le tenebre dell'ignoranza. Altre volte si può essere più propensi a parlare direttamente interiormente con il nostro Padre/Madre cosmici per farsi guidare, per donargli il nostro amore. Insomma la pratica della presenza di Dio in tutte le sue forme, compresa quella del namasmarana, è di ottimo aiuto nel nostro sentiero spirituale. 
Come diceva anche Yogananda in un suo discorso: ci sono due tipi di meditazione, quella in solitudine e quella in attività, tutte e due sono importanti e vanno praticate entrambe.

Spero che queste parole vi siano di ispirazione nella vostra continua pratica della presenza di Dio.

Namasté,
Mistico

6 commenti:

  1. Grazie! Molto bello ed esaustivo, credo che la pratica della ripetizione dei nomi di Dio, sia tra le più potenti che ci siano, in grado davvero di trasformare il nostro cuore..

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  2. Grazie a te. :)

    Buon percorso verso l'assoluto.

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  3. Ciao, sono perfettamente daccordo con ciò che dici, però vorrei aggiungere una cosa: per quanto ne so Sai Baba dice di non usare sempre nomi divini diversi, es. Rama, Gesù ecc. ma una volta scelto un nome seguire sempre quello dicendo la om inspirando e il nome espirando. Comunque complimenti e un grazie di cuore ciao

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  4. ciao, scusa ho una domanda da fare, io potrei sceglere come namasmarana il nome di gesù cristo e poi recitare il gayatri mantra? oppure le due cose, il cristiano e il sanscrito non si combinano bene insieme. grazie mille.

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    1. Tutte le religioni conducono ad un unico Dio quindi se ti senti di ripetere entrambi va benissimo. La cosa importante e' ripetere seguendo le indicazioni e soprattutto ripetere con devozione. :D

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